Indicazioni chiave
- Tre standard ISO regolano la qualità del codice a barre: ISO 15416 per i codici a barre 1D, ISO 15415 per i codici basati su etichette 2D e ISO/IEC TR 29158 (AIM DPM) per la marcatura diretta delle parti
- Ogni standard valuta parametri specifici: contrasto, modulazione, decodabilità, danni al modello fisso e altre variabili vengono valutate su una scala di qualità da A a F
- La verifica costante migliora l'accuratezza e la conformità: riducendo gli errori di scansione e garantendo che i codici siano letti in modo affidabile su tutti i sistemi e in tutti i settori
L’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) è un’organizzazione globale indipendente e non governativa che sviluppa e pubblica standard internazionali in vari settori. Gli standard ISO per la produzione stabiliscono linee guida chiare e riconosciute che aiutano a garantire che i prodotti siano sicuri, di alta qualità e realizzati in modo efficiente. Aderendo a questi standard, i produttori sono in grado di ridurre gli errori, garantire la conformità normativa e promuovere il miglioramento continuo. Questo non solo aumenta la soddisfazione e la fiducia dei clienti, ma aiuta anche i produttori a rimanere competitivi, dimostrare affidabilità e a raggiungere un successo duraturo.
L’influenza degli standard dei codici a barre
Il rispetto degli standard di qualità dei codici a barre migliora la precisione e le operazioni complessive. Ecco perché fanno la differenza:
- la qualità costante riduce gli errori di scansione e migliora l’affidabilità dei dati.
- Standard chiari semplificano la scansione di codici a barre, velocizzando i processi.
- L’uniformità assicura che i codici a barre siano facilmente leggibili su diversi sistemi.
- Il rispetto degli standard aiuta le aziende a rimanere conformi alle normative.
Esistono centinaia di standard ISO, molti dei quali riguardano codici a barre, che coprono aspetti come la codifica dei dati, la decodifica, il dimensionamento e altri aspetti. Soltanto tre norme ISO riguardano la qualità dei codici a barre:
Comprendere gli standard di verifica ISO
ISO 15416: questo standard ISO per codici a barre 1D richiede la scansione su 10 singole linee per tutta l’altezza del codice, dove ogni linea di scansione riceve una classificazione determinata da molti parametri diversi. Se una linea di scansione non raggiunge la riflettenza minima, la decodificazione o il contrasto minimo dei bordi, viene automaticamente classificata di livello “F”. Se tutte e tre le condizioni vengono soddisfatte, il software assegnerà ai parametri del simbolo un punteggio, un contrasto, una modulazione, difetti e decodificabilità, su una scala da A a F. Una volta valutate tutte e 10 le linee di scansione, verrà calcolata la media per determinare il punteggio complessivo del codice a barre.
La riflettanza minima indica se le barre sono sufficientemente scure da raggiungere il rapporto richiesto di luce riflessa dagli spazi.
Il contrasto dei bordi misura la differenza tra barre adiacenti e spazi.
La modulazione si riferisce alle variazioni locali di contrasto.
La decodifica verifica se il codice può essere letto usando l’algoritmo di decodificazione standard.
I difetti comprendono errori di stampa, sporco e marcature che compromettono una singola barra o uno spazio.
La decodificabilità classifica la precisione delle larghezze di barra e spazio rispetto alle loro dimensioni ideali. Un codice con aumento o distorsione della larghezza otterrà un livello di decodificabilità basso.
ISO 15415: questo standard valuta i codici a barre 2D in relazione a otto diversi parametri, dove la classificazione individuale più bassa determina il grado complessivo. Il processo di classificazione inizia con un test di accettato/rifiutato: se il codice a barre può essere decodificato, viene accettato; in caso contrario, riceve automaticamente la classificazione “F”. Per identificare i motivi di un errore di decodifica, tieni presente le seguenti domande:
- Stai usando l’apertura, la norma ISO e l’angolo di illuminazione corretti?
- La simbologia è abilitata? La telecamera mette a fuoco?
- Il codice è al centro del campo visivo?
- Le dimensioni delle celle sono proporzionate tra loro?
- Sono presenti tutti i componenti del finder pattern?
Dopo la decodifica di un codice si procede quindi alla classificazione dei seguenti parametri.
Il contrasto dei simboli si riferisce alla differenza tra i moduli più scuri e quelli più chiari.
La modulazione misura le variazioni locali in termini di contrasto.
I danni del modello fisso comprendono errori dei lati a L, del modello di sincronizzazione o della zona libera.
La mancata uniformità assiale si riferisce alla scalatura disomogenea del codice.
La mancata uniformità della griglia misura la deviazione massima rispetto alla griglia.
ISO/IEC TR 29158 (AIM DPM)
I parametri qualitativi e il processo di classificazione dei codici DPM sono simili all’ISO 15415, con alcune differenze fondamentali. Una grande differenza è il modo in cui viene determinata la soglia globale. La soglia globale, che separa le celle chiare da quelle scure, definisce il colore di una cella. Per adattarsi a varie superfici di sfondo, AIM DPM utilizza un algoritmo più avanzato di ISO 15415 per calcolare questa soglia, spesso con conseguente miglioramento della modulazione. La norma DPM dell’AIM consente inoltre l’uso di illuminazione a 30, 45, 90 gradi e a cupola. Ciò rende possibile verificare pezzi curvi, riflettenti o marcati a micropercussione.
Diversi comitati di settore hanno definito standard applicativi che stabiliscono quali norme ISO adottare per la classificazione, con linee guida specifiche negli ambiti di dispositivi medici, retail, trasporti, food service e del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
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